I CALICI DELL'ARROGANZA

libero adattamento de
"Il bicchiere della staffa" di Harold Pinter
e "Il giudice" di Marco Nuvoli

Il tema della guerra con tutto il suo contesto, oggi più che mai attuale, è notoriamente oggetto di attenzione per il mondo dello spettacolo, ed in particolare del teatro contemporaneo, che da sempre cerca di affrontarne la drammaticità e di mantenere vivi i ricordi nel tempo.

Lo spettacolo "Calici d’arroganza" nasce da una riflessione sugli aspetti e sulle motivazioni di conflitto, che vengono (relativamente) trasposti in un contesto indefinito di tempo e luogo, per dimostrare quante similitudini vi siano all’origine e nella legittimazione di tutti gli scontri che l’umanità conosce.
Riferimenti a drammi ben noti della storia emergono a tratti e vengono affrontati con un linguaggio che preme fortemente sui sentimenti dello spettatore, in situazioni che di solito ci si limita ad intuire.
L’intento della messa in scena, per quanto esplicita e diretta, non ha tuttavia alcun intento provocatorio, ma vuole, secondo il paradigma del teatro brechtiano, coinvolgere lo spettatore, invitarlo a prendere coscienza e chiamarlo a riflettere.
In particolare, è un invito ai più giovani ad avvicinarsi a temi vissuti solo per interposta persona o attraverso il filtro dei media.

La trama
Lo spettacolo si apre in un’aula di tribunale, dove ha inizio l’interrogatorio ad un funzionario di un regime ormai decaduto. Il processo fornisce la linea guida di tutta la rappresentazione, alla quale si interpongono lunghi flash back che raccontano un agghiacciante episodio posto in essere dal funzionario durante il suo mandato

Nel corso del processo il giudice accusatore incontra molte difficoltà ad inchiodare il funzionario alle proprie responsabilità ed a giustificare il verdetto finale. Il funzionario infatti si appella al dovere, implicato dalla propria posizione, nei confronti dello stato costituito facendo leva su un concetto allargato di "difesa", di "nemico da combattere" e di dovere, ricalcando le stesse motivazioni fornite dai gerarchi nazisti durante i processi post bellici. Tuttavia l’azione evocata nel flash back mostra quale ferocia ed accanimento vi sia nei metodi e nelle motivazioni intime del funzionario, che evidentemente trascendono i concetti di relatività del bene e del male, del necessario, del dovuto e dell’obbligo

Regia
Alessandro Ragona

Personaggi e Interpreti
Duilio BRIO
NICHOLAS (funzionario di regime)

Roberto RAGAGLIA
VICTOR (vittima di Nicholas e secondo giudice accusatore)

Patrizia PAPANDREA
GILA (vittima di Nicholas moglie di Victor e primo giudice accusatore)

Fabrizio FERRAROTTI
NICKY (vittima di Nicholas figlio di Victor e Gila, presente in video)


homepage ARTEMedia